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Quando gli italiani emigravano in Romania
giovedì 09 ottobre 2008

Oggi sappiamo che la maggior parte dei Rom provenienti dalla Romania finiscono nei campi "nomadi", accanto alle grandi città italiane, senza servizi igienici, senza una minima dignita anche ai più piccoli bambini costreti a subire insulti, maltratamenti e atti di razismo.
Una segnalazione di Tom Velschen

Un Art. preso dal blog di MAHALA in laborazione da Sergio Buontempelli ci può far capire quando gl'italiani immigravano in ricerca di una vita migliore

Tutti sanno che, accanto al flusso migratorio di rumeni verso l’Italia, ne esiste uno opposto, di italiani che vanno in Romania: si tratta però di un’immigrazione diversa, fatta prevalentemente di imprenditori che delocalizzano le loro attività produttive in città come Timisoara. Sono in pochi a sapere invece che, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, molti italiani sono emigrati in Romania, nello stesso modo in cui oggi i rumeni arrivano nel nostro paese: come lavoratori edili, operai di fabbrica e umili salariati.

Quello proveniente dalla Romania è divenuto il principale flusso migratorio diretto verso l’Italia: questo lo sanno tutti. Ma quanti sanno che nella storia - tra l’altro in tempi relativamente recenti - è esistito il fenomeno inverso, di italiani che andavano in Romania? E non si parla qui dell’emigrazione attuale, fatta di imprenditori del Nord-Est che trasferiscono le proprie attività in città come Timisoara, non a caso ribattezzata “Trevisoara”: si parla di un vero e proprio flusso di manodopera salariata - operai, minatori, edili - che dall’Italia partiva per la Romania. A far luce su questa storia «dimenticata» è un recente volume sulle migrazioni rumene curato dalla Caritas [Caritas Italiana, Immigrazioni e lavoro in Italia. Statistiche, problemi e prospettive, IDOS, Roma 2008].


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Festa di fine Ramadan
giovedì 02 ottobre 2008

Festa fine RamadanA Firenze esiste da più di 20 anni un insediamento di rom provenienti dai Balcani venuti in Italia in seguito alla situazione di crisi economica e successivamente politica degenerate negli anni novanta nella nota guerra civile nella Ex Jugoslavia. All’interno dei campi che ospitano i rom, vi sono famiglie con appartenenza alla religione islamica, a cui i rom della ex Jugoslavia maggiormente appartengono. Essi hanno un storia antichissima, acquisita già nel periodo degli invasori turchi, e hanno diffuso la religione islamica nell’impero bizantino e non solo, ma attraversando anche i paesi mediorientali dove era già praticata. Al villaggio del Poderaccio, per la prima volta dopo venti anni, i residenti hanno festeggiato la fine del Ramadan. Dopo un mese di digiuno, tutte le persone del villaggio e anche quelle degli appartamenti, hanno portato cibo, dolci e regali per i più giovani, allestendo la piazza del villaggio con i tappeti per la preghiera. L’iniziativa organizzata dal capo spirituale sheih Rufat insieme agli altri residenti è stata sentita molto positivamente e con fortissima partecipazione delle donne e di tanti bambini. I rom, consapevoli di appartenere ad una minoranza di cui negli ultimi mesi si è parlato tanto con un linguaggio di pregiudizio e con azioni discriminatorie, hanno dimostrato una capacità di mantenersi uniti anche nel nome di una forte appartenenza spirituale comune.


 
Bussolengo, Comunicato stampa della Federazione Rom e Sinti Insieme
sabato 13 settembre 2008

La “Federazione Rom e Sinti insieme” nel manifestare il proprio plauso al lavoro di tutte le forze dell’ordine Italiane impegnate nel garantire la sicurezza di tutti i cittadini e nel prevenire ogni forma di illegalità, ESPRIME TOTALE CONDANNA verso quelle persone che illegalmente a Bussolengo (VR) nel pomeriggio del 5 Settembre 2008 si sono resi responsabili di una crudele violenza e di una vera e propria pratica della tortura verso persone appartenenti alle minoranze Rom e Sinte, disonorando la nobile divisa che indossavano.

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Art. L'Unita
lunedì 21 luglio 2008

Eva Rizzin, sinta: impronte a tutti? Prima però ai nostri bambini

Da L'Unità Rachele Gonnelli Pubblicato il: 17.07.08 

I riccioli biondi, gli occhialetti rettangolari un po' scesi sul naso, italiano perfetto con accento "padano". Quando Eva Rizzin si presenta - "sono sinta, piacere" - sindaci, assessori, giudici, assistenti sociali rimangono generalmente a bocca aperta per qualche secondo. È l'antitesi del paradigma che li vuole tutti "brutti, sporchi e ladri".

Trent'anni, laurea a Trieste in scienze politiche sul suo gruppo etnico - i sinti di origine tedesca - , master in geopolitica, quattro mesi di stage al Parlamento Europeo, lavora a Mantova all'osservatorio contro le discriminazioni finanziato da Comune e Provincia. E fa parte del consiglio direttivo della Federazione "Rom e Sinti Insieme", una nuova organizzazione che raggruppa 22 associazioni di diverse comunità di rom e sinti, appunto, che si pone il problema di una nuova interlocuzione con le istituzioni, più fondata sulla partecipazione e la rivendicazione dei diritti finora negati che sulla gestione, un po' magmatica, dell'esistente. "Finora - spiega lei - in Italia non si sa bene come siano stati impiegati i fondi, a parte per la bonifica dei campi, ma tutti gli interventi che ci sono stati avevano comunque un approccio assistenzialista. Lavorando a Bruxelles e avendo modo di confrontare realtà diverse, dove l'integrazione funziona, è chiaro invece che a determinare l'efficacia dei progetti è sempre la responsabilizzazione". 
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Democrazia zigana
lunedì 21 luglio 2008

«Federazione Rom e Sinti insieme» all'esordio. Storici, antropologi, giostrai e musicisti uniti per battere il razzismo. E voltare pagina


Eleonora Martini
INVIATA A CECINA (LI) dal Il Manifesto 18, 07, 2008

Sono arrivati fin dal primo mattino da tutta Italia. Sono maestri e ricercatori, giostrai e musicisti, antropologi e storici, artigiani e cooperanti, commercianti e mediatori culturali: rom e sinti italiani da generazioni, naturalizzati o immigrati. Tutti ovviamente sufficientemente benestanti - un'élite ancora tragicamente minoritaria in questa comunità - da potersi permettere il viaggio fin qui, a Cecina, sulla costa toscana, per partecipare al Meeting antirazzista dell'Arci. Sono i rappresentanti delle 22 associazioni che il 18 maggio scorso hanno dato vita alla Federazione Rom e Sinti insieme, un'«organizzazione democratica» già presente in 12 regioni. Mercoledì, per tutto il giorno, nell'area marittima della Cecinella, la Federazione si è riunita per la prima volta in una partecipata assemblea pubblica e ha aperto un confronto durato ore con le - poche - istituzioni locali presenti e una parte dell'associazionismo italiano.

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La situazione dei rom rumeni a firenze
XIII Meeting Internazionale Antirazzista di Cecina
Le interviste ai protagonisti della giornata dedicata al tema Rom del 25 Luglio.
Clicca qui per vedere il video


Appuntamenti e Eventi
Il tema Rom al XIV Meeting Internazionale Antirazzista di Cecina
Come ogni anno stiamo lavorando per l’organizzazione del Meeting Antirazzista che  avrà luogo a Cecina (LI) dal 12 al 20 luglio 2008.
Il susseguirsi di atti violenti e altamente discriminatori degenerati in pogrom quasi tacitamente accettati verso le minoranze, spesso misconosciute e vulnerabili, ci riporta l'urgenza di una precisa assunzione di responsabilità. Il contesto del Meeeting è un luogo prezioso per l'incontro delle volontà di quanti, attraverso azioni concrete ed esperienze differenti, propongono scenari  possibili di contrasto al contesto attuale, in cui una nuova bestiale propaganda sembra aver trovato terreno.

La invitiamo pertanto a partecipare all'iniziativa di mercoledì 16 luglio,

considerandola un momento molto importante per coniugare passi, saperi e competenze diversi, e per trovare insieme un cammino alternativo, radicato nella partecipazione e nella progettualità. Sicuri che possa costituire un’ulteriore occasione per approfondire il delicato tema, a noi tutti caro, della situazione dei Rom e dei Sinti in Italia, le inviamo di seguito una bozza del programma in costruzione e in cui auspichiamo un suo intervento.

Programma:
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