UDINE.
Gli operatori per la pastorale dei Rom e Sinti sono riuniti da ieri a domenica
nel seminario di Castellerio, in provincia di Udine, per riflettere sul tema
«Le minoranze: dinamica per la società e per la Chiesa». Si tratta del Convegno
nazionale organizzato dalla Fondazione Migrantes per «un momento di confronto,
di condivisione, di approfondimento, di preghiera, ma anche di festa», spiega don
Franco Schiavon, responsabile nazionale per la pastorale dei Rom e Sinti.
Questa mattina la relazione introduttiva della studiosa sinta Eva Rizzin su
«Rom e Sinti minoranze: la fatica di un riconoscimento». A seguire il
contributo di don Claude Dumas, cappellano nazionale per la pastorale della
mobilità di Francia, su «Voi siete nel cuore della Chiesa». Oggi pomeriggio la
visita al campo di concentramento di Gonars. Domani la riflessione biblica del
teologo Carmine Di Sante su «Le Minoranze nella Bibbia: forza creatrice». Nel
pomeriggio i gruppi di lavoro. Domenica le conclusioni e la celebrazione eucaristica
con il conferimento della Cresima ad alcuni giovani Rom. (F.D.M.)
Per la prima volta il Meeting Antirazzista di Cecina ospita i giovani Rom e Sinti! Venti ragazzi adolescenti e appartenenti alle seconde e “terze” generazioni, sia nati in Italia che provenienti dai paesi della ex Jugoslavia, hanno partecipato ad un laboratorio di dodici ore organizzato dall’Arci Toscana, dall’Associazione Amalipe Romano e dall’Open Society Institute, e a un percorso comune di convivenza e confronto tra rom e sinti provenienti da realtà nazionali molto differenti tra loro: Roma, Isernia, Pescara, Firenze, Prato, Genova, Messina. Il laboratorio è durato quattro giorni e per ciascuno di essi i conduttori hanno individuato alcuni temi specifici e la tipologia di linguaggio più consona per affrontarli, al fine di dare spazio alle risorse e all’espressione delle capacità peculiari di ciascuno dei partecipanti.
Il primo laboratorio ha toccato i temi dei diritti umani e ha avuto come relatori Martin Demirosvki, Consigliere politico presso il Parlamento Europeo, Zeljko Jovanovic, Senior Policy Officer dell’Open Society Institute, e Isabella Mihalache, Senior program Manager della Rome Initiatives dell’Open Society Institute.
Durante il secondo giorno è stato affrontato il tema dello stereotipo e del pregiudizio, cioè come acquisire gli strumenti idonei per apprendere a riconoscere e adecostruire entrambi, con l’intervento di Milena Scioscia, responsabiledel servizio scuola ed educazione degli adulti per il Comitato Arci Regionale Toscano.
"Sapere per reagire”, ovvero come apprendere e riconoscere la storia della discriminazione del popolo romanì attraverso uno sguardo sul giornalismo contemporaneo e la strumentalizzazione delle informazioni, è stato il tema del terzo giorno di laboratorio condotto da Luca Bravi, storico e ricercatore presso la facoltà di Scienze dell’Educazione Sociale dell’Università di Firenze, e Domenico Guarino, giornalista di Controradio e Popnet.
Ultima giornata con Zoran Lapov, ricercatore e linguista presso l’Università di Firenze, e con Demir Mustafa, coordinatore dell’Associazione Amalipe Romano, per affrontare i temi dell’intermediazione culturale e delle buone prassi dell’integrazione.
L’obiettivo principale di questo percorso è sviluppare una collaborazione tra giovani rom, sinti e gagè, stimolando la cooperazione per il raggiungimento di obiettivi comuni, l’utilizzo dei mezzi d’informazione e del lavoro in rete, rendendo così possibile lo sviluppo di nuovi progetti sociali e di nuove modalità d’intervento all’interno di un contesto di partecipazione e di attivismo, nella dimensione associativa e politica italiana, che coinvolga risorse già presenti, ma che sensibilizzi ulteriormente quanti non hanno avuto possibilità di stimolo e di accesso ad esse.
Contrastare la politica governativa italiana, discriminatoria e strumentalizzata, è stato il primo segnale forte da contrastare, emerso dal gruppo in maniera omogenea. L’esperienza è stata preziosa perché abbiamo scoperto, nello scambio e nella conoscenzareciproca, che le risorse per farlo ci sono, sono diverse (e anche nel conflitto ne sono la forza), la motivazione è tenace, gli spiriti lucidi, forti, istintivi e ricchi. Al termine di questa intensa esperienza, riusciamo prevedere un futuro migliore.
Continuano gli attacchi contro i rom rumeni, non solo in Italia, ma adesso anche nella civile Europa, in questo caso l'Irlanda. La notizia è ancora più eclatante in quanto gli aggressori hanno 15 e 16 anni.
Due ragazzi di 15 e 16 anni sono stati arrestati in Irlanda del Nord
perchè ritenuti responsabili degli attacchi di stampo razzista compiuti
a Belfast contro una ventina di famiglie di immigrati romeni. Lo
riporta il sito web della Bbc. Circa 115 romeni sono stati costretti a
lasciare le proprie case e a rifugiarsi in una chiesa per sfuggire agli
agguati, andati avanti per una settimana. I due adolescenti, che
compariranno domani in un tribunale di Belfast, sono stati accusati di
atteggiamento provocatorio e intimidatorio. Ieri nella città
nordirlandese si è svolta una manifestazione contro il razzismo, a cui
hanno partecipato circa 200 persone.
E' quanto emerge da un'indagine promossa da Marco
Impagliazzo, presidente della Comunita' di Sant'Egidio, il quale, tramite l'iniziativa 'Diritto alla scuola-Diritto al futuro', ha notato che
con il sostegno di alcune borse di studio alle famiglie rom i
bambini sono andati a scuola con risultati buoni''.
Per una approfondita analisi l'articolo è stato messo qui di seguito. ll
progetto, realizzato con il contributo del fondo per
l'inclusione sociale degli immigrati del Ministero del
Lavoro, della Salute e delle politiche sociali, prevedeva 100
euro alle famiglie rom e sinti come incentivo, con l'obbligo,
per i bambini, di non superare 3 assenze ingiustificate e
garantire continuita' di contatti tra genitori e scuola.
«Adesso basta, voglio una data. Il campo Casilino 900 deve essere
spostato. Sono state dette solo bugie, i programmi sono slittati e ora
hanno perfino avviato un altro censimento, è il quinto e non si capisce
a cosa serve. Stavolta vado fino in fondo: ho organizzato una
manifestazione per il 9 luglio e se non avrò risposte con i cittadini
andremo in Campidiglio». Sbotta il presidente del municipio VII,
Roberto Mastrantonio quando legge la notizia che al campo rom tra la
via Casilina e la via Palmiro Togliatti sarà attaccata l'acqua e la luce.