Il 28 di aprile è stato fato un comunicato stampa dalla ex Onorevole dott.ssa Mercedes Frias in cui richiama il senso umano del rappresentante governativo della Regione Toscana il governatore
Presidente Enrico ROSSI Regione Toscana Piazza Duomo 10,Firenze
Presidente,
La sua scelta di
farsi avanti di fronte a una situazione umanitaria, pessimamente gestita dal
governo nazionale, è stata senza dubbio una risposta di rilevante spessore
politico e culturale. Mi riferisco alla disponibilità all’accoglienza di
cinquecento dei cittadini tunisini arrivati a Lampedusa nelle ultime settimane.
Il governo nel suo complesso, e il ministro dell’interno nello specifico, si
sono trovati in evidente difficoltà con il proprio elettorato, conquistato
coniugando le coccole all’opulenza con la più volgare xenofobia. Le uscite
furbesche tramate dal ministro per gestire questi modesti arrivi di giovani
dall’Africa, hanno messo a nudo le incongruenze dei limiti alla libera
circolazione, volute proprio dalle formazioni di destra al governo nei diversi
paesi dell’Unione. Tendopoli, respingimenti, permessi temporanei per fregare i
paesi confinanti, dominavano il dibattito nazionale su “l’esodo biblico
proveniente dal Nord d’Africa”; mentre la Sua iniziativa, faceva da pungolo ad
altre Regioni per dare delle risposte, e al tempo stesso, metteva in moto una rete
di accoglienza territoriale che si è mossa in modo molto efficace.
La volontà politica
che l’ha portata ad attivare le risorse per sovvenire ad un bisogno del Paese e
dei giovani tunisini accolti, ha dimostrato che era possibile. Che le
istituzioni e le organizzazioni del privato sociale che si sono presi in carico
il progetto di accoglienza, queste risorse le avevano e le hanno. Risorse in
termini di strutture per l’accoglienza, risorse in termini di capacità di
mettere in moto gli strumenti di servizio e i beni materiali necessari a
garantire una risposta dignitosa ai migranti.
Alla luce di questa
esperienze, le pongo una questione, senza alcun timore di apparire
politicamente scorretta: per i poco più di cento cittadini rom di nazionalità
rumena che da anni sopravvivono a stento sia a Firenze e dintorni, sia le poche
decine che gravitano fra Pisa e Livorno, non è possibile adottare un piano di
accoglienza che garantisca ugualmente un’esistenza dignitosa ? Non è possibile
pensare ad un tipo di risposta che li tolga dalle baracche, dai sottoponti,
dalle pensiline nel rispetto delle loro specificità ? Numericamente si tratta di un quarto delle persone
rispetto ai cittadini arrivati da Lampedusa. Giuridicamente, non hanno bisogno
di alcun escamotage per il loro soggiorno. E politicamente, sono soltanto
esseri umani.Confido nella sua
disponibilità ad affrontare questa situazione con tutte le complessità che implica,
in nome della dignità e della civiltà.
E’ d’anni che i Rom di provenienza Rumena si sono
insediati nei pressi fra due comuni quello di Firenze e Sesto Fiorentino, in
una zona industriale chiamata Quarachi al Osmanoro, in cui si sono costruite
baracche in altezza d’uomo per evitare allo sguardo dei passanti dalla strada
che collega i due comuni. Sono state più volte sgomberate e messe in strada
senza un’alternativa, invece portati alla Questura per verificare se non
avevano alle spalle qualche precedente penale, alcuni sono state intimiditi di
lasciare la città. La Regione Toscana per evitare i soliti sgomberi e per
mettere fine a tutto ciò ha invitato i Comuni limitrofi per discutere e trovare
soluzioni ai rom del Quarachi.
Arci - comitato territoriale Firenze
Rom a Quaracchi, “Dimostrare senso di responsabilità”
Secondo l'Arci, l'incontro del prossimo 14 gennaio tra Regione e Sindaci
dell'area fiorentina è “l'ultima occasione per risolvere coraggiosamente la
situazione. Nessun Comune può essere lasciato solo davanti a tali situazioni”
Firenze, 12 gennaio 2011 - Il prossimo venerdì 14 gennaio, si
terrà l'incontro tra l'assessore regionale Allocca e tutti i sindaci dell'area
fiorentina sulla situazione dei rom di Quaracchi.
E' una occasione importante, l'ultima occasione, per
affrontare coraggiosamente la questione e non continuare a chiudere
gli occhi davanti alla condizione disumana in cui vivono da tempo decine e
decine di persone. Ignorare i problemi significa solo permettere che diventino
pericolose situazioni di degrado sociale.
Auspichiamo che tutti i sindaci dell'area partecipino e che tutti
dimostrino senso di responsabilità, spirito di collaborazione e
condivise azioni di buon governo.
NESSUN Comune può essere lasciato solo davanti a questo squallore.
NESSUN Comune può avere, da solo, i mezzi e forse neppure la volontà per
affrontare e risolvere la questione.
Ricordiamo a noi tutti l'impegno, la fatica, gli sforzi che tutta la
società toscana ha dimostrato in altri anni per il superamento dei compi rom e
l'inserimento di moltissime famiglie rom dell'ex-Jugoslavia nel territorio
regionale.
L' ARCI ha partecipato attivamente, in quegli anni, a quelle lotte, a
quell'impegno, collaborando con i Quartieri, con i Comuni, con la Regione; è
stato l'impegno collettivo e l'assunzione di responsabilità che ci ha permesso
di superare quell'emergenza, pensiamo che sia arrivato il momento di riattivare
quello spirito cercando soluzioni possibili, di buon governo, di umanità.
Davanti a politiche xenofobe e razziste attivate in altre parti del nostro
paese, siamo sicuri che, ancora una volta, la società toscana possa dimostrare
come si costruisce una comunità accogliente e coesa.
Finanziata dalla EACEA all'interno del Programma "Europa per i cittadini" si terrà il 28 maggio 2010 presso il Comitato Regionale di ARCI, Piazza
dei Ciompi 11, Firenze la conferenza "La rete Romanì e la collaborazione con il Terzo Settore" .
L'obiettivo della conferenza è di discutere sulle diverse opportunità e strumenti per rafforzare la voce dei Rom a livello europeo e nazionale. Più in particolare, la conferenza mira ad aumentare la partecipazione dei rom attraverso la costruzione di reti con le organizzazioni della società civile, promuovere la non discriminazione e dell'inclusione sociale. Inoltre si propone l’avvio di un percorso per la stesura di un protocollo di intenti fra le associazioni Romanì e il Terzo Settore a livello locale e nazionale, con l’apporto dell’esperienza europea.
Per informazioni: ARCI Comitato Regionale Toscana Piazza dei Ciompi, 11 FIRENZE 055 262971
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Lo scorso 8 gennaio il ministero dell'Istruzione, ha inviato alle scuole una circolare contenente “Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana”. Il tema che più ci ha colpito è quello di limitare al 30 % la presenza di alunni stranieri nelle nuove classi che si formeranno per l'anno scolastico 2010-2011, al fine di evitare la creazione di “classi ghetto” favorire l'integrazione.
Vediamo i quattro punti fondamentali riguardanti l'assegnazione degli alunni stranieri alle classi:
il numero degli alunni con cittadinanza non italiana presenti in ciascuna classe non potrà superare di norma il 30% del totale degli iscritti, quale esito di una equilibrata distribuzione degli allievi con cittadinanza non italiana tra istituti che insistono sullo stesso territorio;
il limite del 30% entra in vigore dall’anno scolastico 2010-2011 in modo graduale: viene infatti introdotto a partire dal primo anno della scuola dell’infanzia e dalle classi prime sia della scuola primaria, sia della scuola secondaria di I e di II grado.
UDINE.
Gli operatori per la pastorale dei Rom e Sinti sono riuniti da ieri a domenica
nel seminario di Castellerio, in provincia di Udine, per riflettere sul tema
«Le minoranze: dinamica per la società e per la Chiesa». Si tratta del Convegno
nazionale organizzato dalla Fondazione Migrantes per «un momento di confronto,
di condivisione, di approfondimento, di preghiera, ma anche di festa», spiega don
Franco Schiavon, responsabile nazionale per la pastorale dei Rom e Sinti.
Questa mattina la relazione introduttiva della studiosa sinta Eva Rizzin su
«Rom e Sinti minoranze: la fatica di un riconoscimento». A seguire il
contributo di don Claude Dumas, cappellano nazionale per la pastorale della
mobilità di Francia, su «Voi siete nel cuore della Chiesa». Oggi pomeriggio la
visita al campo di concentramento di Gonars. Domani la riflessione biblica del
teologo Carmine Di Sante su «Le Minoranze nella Bibbia: forza creatrice». Nel
pomeriggio i gruppi di lavoro. Domenica le conclusioni e la celebrazione eucaristica
con il conferimento della Cresima ad alcuni giovani Rom. (F.D.M.)